Kankarati Calcio · Middelkerke – Belgio 2011

venerdì, 9 dicembre 2011 alle 7:00

La partecipazione della squadra di calcio dei Kankarati di Cagliari al torneo amatoriale Sirene Cup 2 che si è svolto a Middelkerke in Belgio il 28 e 29 maggio 2011.

Dal racconto di uno dei protagonisti, Franco Pitzalis (www.kankarati.org)

L’ANTEFATTO

Novemila metri d’altitudine, così è iniziata, incredibilmente in orario, l’avventura di un manipolo d’amatori che credevano di essere degli atleti ma che in fondo in fondo erano solo amatori….Non si sa di cosa poi. Novemila metri, dicevamo, Mauro guarda fuori del finestrino, l’aria gli si blocca dentro. Ha il fiato mozzo e un macigno sul petto. Sbianca. Da giorni respira male e mangia poco. Infarto? Aneurisma? Tranquilli è solo ansia da prestazione che come un tarlo sta rosicchiando ogni energia del nostro condottiero.

Tutto sembra perduto, il sussulto del carrello che sbatte sulla pista d’atterraggio lo riscuote, i suoi eroi scendono dall’aereo. Ecco una luce lontana: Tullio, inguaribile ottimista, si materializza in bermuda e infradito, quindici gradi ventosi a terra. Lui senza colpo ferire inscena uno spogliarello per mettersi panni più caldi. Il mister si guarda intorno negli occhi il terrore sembra essere svanito. Si è proprio vero siamo arrivati.

LA VIGILIA

Il resort è in ogni caso lontano. Efisio, detto palla di cannone, e Nicola sembianze da poliziotto ma animo da banchiere, si mettono alla guida dei pulmini con alle loro spalle i fratelli Santoni che con il presidente seguono a poca distanza.

La terra promessa dista poco meno di due ore, che i nostri atleti percorrono tutta d’un fiato. L’arrivo è promettente. Invece piano piano la cruda realtà si materializza. Il deserto dei gobbi è lì a due passi. Il palazzo storico da noi sognato è invece una dolce e bieca stamberga degna degli anni di piombo della Germania dell’Est.

Tutti immagazziniamo lo stato delle cose, tutti eccetto Efisio, detto testa di proiettile. Vuole andare altrove, ma poi resta.

La mattina dopo è il giorno della verità. Gughi dopo aver bevuto birra in abbondanza la sera prima, fa il bucato. I campi di giuoco sembrano adatti al calcio bailato dei nostri campioni. L’erba è alta e il vento, la pettina da ambo, le parti. Finalmente si gioca.

Francia mon amour.

Il calendario, poco galante, ha distribuito francesi in enormi quantità.

Bang, ancora bang. I colpi dei galletti risuonano distinti dai bastioni. L’attacco è giunto improvviso. Per gente come Tullio e Giampaolo difendersi è uno scherzo. Una freccia centra il bersaglio. Galletti infilzati e cotti allo spiedo.

LA FESTA DELLA BIRRA

Bruges attendeva. La fame pure.

Mauro si era ripreso del tutto.

In tutti noi c’era la consapevolezza che il momento più importante stava arrivando.

Lei era lì, esitante e fresca. Noi incoraggiati dal suo sorriso contagioso bramavamo di gusto.

LA DOMENICA DEL VILLAGGIO

L’impressione è che non sarà facile. Paura e prudenza dovrebbero, quindi, indurre a fare quel che è possibile.

Sfida fratricida a tre. Legnano, Torino e Casteddu. Le rotazioni come i moduli sono vincenti, si va in finale senza molta fatica.

Danilo sì Lecca le ferite ma non demorde: è il primo tifoso.

Alle sedici della tarde ci aspettano nuovamente i francesi. Questa volta i nostri avversari sono tutti magrebini. Si va lisci come su una pista saponata. La vittoria arriva ai rigori con Mauro impietrito, visti i precedenti. Il poliziotto è l’unico a sbagliare. Alessio, detto Ricciotti Greatti, ne para due. Ignazio, detto flash, per fortuna non tira, non ce n’è bisogno. Apoteosi. Mauro in trionfo, piange. Efisio pure.

Il trofeo l’avevamo immaginato più grande e bello. Poco importa la sangria ci riempirà il cuore e la mente.

La paella è commestibile anche se gamberi e cozze sembrano coltivati in altura.

Mi sveglio. Guardo il soffitto. Sono sdraiato su un letto dal raggio di curvatura improbabile. Nella parete di fronte c’è Gughi, con il suo ginocchio indomito. Siamo ai saluti.

L’aereo, le borse rimpicciolite per l’occasione, la foto… rubata. Siamo a casa. Manca ancora qualcosa però. La maglietta numero nove. Il prezioso cimelio è stato ritrovato nel deserto dei tartari da un tipo di nome Checco mentre faceva running. Meno male.


Pubblicato in Calcio amatoriale

Scrivi un commento