Da Pisa a Lucca sulla Via degli Acquedotti · giugno 2025

mercoledì, 16 Luglio 2025 alle 7:00

Direttamente dal racconto di uno dei protagonisti, Paolo Marras

Trovandomi anche quest’anno in vacanza in Toscana ho deciso di effettuare alcune piacevoli escursioni in mountain bike. Tra queste ce n’era una a cui tenevo particolarmente: percorrere la via degli acquedotti da Pisa a Lucca attraverso i colli pisani.

Andando alla ricerca di tracce affidabili da seguire mi sono imbattuto nei “Ghiaia Explorer” che mi hanno inviato uno dei loro innumerevoli percorsi.

Giovedì 26 giugno esco di buon mattino per godere della temperatura ancora gradevole, giro per la città passando davanti alla celebre Torre (passaggio quasi obbligato per intercettare la traccia), transito davanti alla mitica “Arena Garibaldi” , teatro delle imprese del Pisa calcio di Romeo Anconetani (lo stadio, in ristrutturazione per l’adeguamento agli standard della serie A, porta ora il suo nome) e raggiungo l’acquedotto di età medicea che riforniva la città. Lo seguirò fino al borgo di Asciano (circa 4 km) sulla pista ciclopedonale che permette una percorrenza in totale sicurezza.

Giunto ad Asciano affronto una prima salita in asfalto che mi conduce fino al “Cisternone” che raccoglieva le acque delle sorgenti per convogliarle verso l’acquedotto.  Sul frontone spicca lo scudo araldico della famiglia Medici.

Percorro circa 1500 metri di asfalto della provinciale 30 prima di imboccare la sterrata in salita che mi condurrà allo scollinamento e alla discesa verso Lucca. Sono ad Agnano e comincia a far caldo, ma la sterrata è ombreggiata e nei pochi punti scoperti offre piacevoli viste panoramiche sulla piana sottostante. La pendenza non è eccessiva, supera raramente il 10%, ma il fondo è mediamente tecnico e costringe a frequenti cambi di direzione alla ricerca della traiettoria migliore per l’ascesa. Sotto gli alberi è piacevole sostare per rifocillarsi con una frutta e un sorso d’acqua prima di ricominciare a faticare. Faccio gli ultimi chilometri verso lo snodo di “Campo di croce” con un biker locale con il quale scambiamo chiacchere sulla nostra comune passione (e pazzia, viste le temperature di questo giugno impazzito) e numeri di telefono prima di dividerci per seguire ognuno il proprio obiettivo.

Dopo circa 15 km di salita giungo finalmente alla tenuta di Santallago, dove comincia la lunga discesa verso Lucca; lo stradello scorre veloce in mezzo al bosco alternando lunghi rettilinei e comodi tornanti, su pendenze fortunatamente mai eccessive, ma su un fondo sassoso sul quale è opportuno tenere alta la concentrazione per scendere di quota in sicurezza. 

Nei pressi di Vorno il bosco si dirada e percepisco nettamente lo sbalzo di temperatura acuito da un brevissimo tratto di asfalto che abbandono dopo poche centinaia di metri di discesa, in corrispondenza del cartello escursionistico alla mia destra che indica la direzione per Lucca e la via degli acquedotti. 

Percorro un adrenalinico single track sotto un bosco rigoglioso, ascolto l’allegro gorgoglio di un ruscello che scorre accanto, in alcuni punti particolarmente tecnici appoggio il piede. Sono ormai vicino al punto più scenografico dell’escursione: il sentiero si apre su un’ampia vallata modellata dalla mano dell’uomo; il ruscello ora scorre dentro un letto artificiale lastricato, con costruzioni di controllo e ponticelli in pietra: ho raggiunto le “parole d’oro”, località incantevole in cui le acque che rifornivano Lucca vengono canalizzate e inviate verso il “tempietto” che rappresenta il punto di partenza dell’acquedotto Nottolini. Da qui in poi seguirò le arcate che mi condurranno fino al “tempietto” gemello di San Concordio, punto di arrivo della costruzione, rinfrescandomi abbondantemente alle fontanelle che incontro lungo il sentiero ciclopedonale che segue il tracciato dell’acquedotto: il caldo ora è veramente eccessivo e, mio malgrado, decido di rinunciare al rientro in bike optando per il rientro in treno..

La mia escursione termina qui, alla stazione di Pisa-San Rossore, davanti a un bicchiere di birra fresca e con un pizzico di rammarico per non aver potuto seguire il programma che avevo ipotizzato, ma Pisa non è poi così lontana e con la giusta determinazione (e una temperatura più pedalabile) non è escluso che possa riprovarci in futuro.

Pubblicato in Mountain Bike

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