E nel lontano 1925 il calcio arriva ad Oristano…

sabato, 5 settembre 2020 alle 7:00

Come ricorda Beppe Meloni, nella prima parte del volume, ormai introvabile, Tharros 1906-1986 · 80 anni nel cuore (scritto con Gianfranco Atzori e Salvatore Tola – Editrice La Provincia di Oristano 1986), un lungo viaggio della memoria attraverso 80 anni di sport, la passione per il calcio esplode anche ad Oristano nel lontano 1925. “Sono infatti alcuni ragazzi della buona borghesia e dei quartieri popolari, a praticare e diffondere in città su sterrati di fortuna, il nuovo sport che arriva dai colleges inglesi. Il campo più affollato e frequentato è sicuramente quello dell’Arcivescovado di via Cagliari, di fronte al teatrino parrocchiale Sacra Famiglia. Quell’oratorio del canonico dottor Francesco Contini, dove volano i primi palloni rimediati alla meglio, fatti di stracci o da una vescica di bue ben gonfiata. Più tardi, scrive sempre Meloni, nel 1926 assieme alla palestra sociale della Ginnastica Tharros viene inaugurato anche il primo modesto campo di calcio, con un incontro, celebre negli annali della storia sportiva locale, tra una formazione oristanese e la fortissima squadra del Cagliari, arbitrato dallo stesse presidente della Ginnastica Tharros, il buon Rinaldo Cubeddu, originario di Seneghe.

Tharros Calcio · Oristano anni trenta

Una formazione di giovani calciatori oristanesi fotografati nel 1927. Si riconoscono Paolo Pettinau, Francesco Pilloni, Eugenio Cherchi, Giovanni Casu, Lino Cucca, Mario Caiazzo, Giuseppe Porcu, Mario Cossu.

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Avanguardia, Sempre Avanti, Fascio Giovanile, Pro Othoca, Ferrovieri, Savoia, sono i nomi delle prime squadre di calcio locali. Più tardi, nel 1935, a queste si aggiunge l’undici dell’Arborea, squadra oristanese emanazione del Dopolavoro fascista, diretto dal farmacista Remo Nurra.

Arborea Calcio · Uras 1937

25 ottobre 1937. Siamo in piena era fascista, esattamente nel XV anno. Nel campo di Uras, l’Arborea Calcio di Oristano, effettua il saluto prima dell’incontro con la squadra locale terminato in pareggio 3 a 3. Nella foto si riconosce il dirigente Attilio Piras e il giocatore Giovanni Casu.

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Oristano ONB · 1937

La squadra dell’Opera Nazionale Balilla. Si riconoscono, Peppino Porta, Tonietto Uras, Lino Cubeddu, Giorgio Demartis, Gigi Sechi, Raimondo Fara, Filippo Martinez, Piero Sanna e Giulio Uras.

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Dopo il secondo conflitto bellico, con il campo di calcio ancora ridotto a orto di guerra e arato a fave, rinasce il calcio, e si costituisce la Società polisportiva Tharros che pratica oltre al calcio, l’atletica leggera, il ciclismo, e per un po’ di tempo, anche la pallacanestro. Primo presidente è Egidio Manca, uno dei gloriosi ginnasti della prima ora, affiancato dai consiglieri, ziu Peppinu Annis, Attilio Piras, Giovanni Casu, Ettore Ferrari, Raffaele Toriggia, Mario Deplano e Consalvo Di Palma. E nel 1945, la Tharros (maglia nerazzurra come l’Ambrosiana · Inter) partecipa al primo Campionato regionale del dopoguerra. Partecipano 14 squadre suddivise in due gironi. Nel girone A militano Cagliari, Tharros, Macomer, Torres, Pirri e Carloforte. Nel girone B figurano invece l’Arborea di Arborea, l’Ardita e la Stella Rossa di Oristano, l’Esercito, l’Italpiombo di San Gavino e il Terralba. Oristano si ritrova così con ben tre squadre di calcio, l’Ardita diretta da Gino Sanna, la Stella Rossa che fa capo al dirigente Partito Comunista dei fratelli Ivo, Livio e Ugo Loi e la Tharros. E nel primo derby cittadino svoltosi al campo di viale Repubblica, l’Ardita batte la Stella Rossa per 2 a 0.

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