A Calangianus tra sughere e graniti · aprile2017

domenica, 16 aprile 2017 alle 7:00

Direttamente dal racconto di uno dei protagonisti, Paolo Marras

 

“La ferrovia Monti – Calangianus, breve linea di soli 27 chilometri di tragitto, faceva originariamente parte di una più lunga rete di collegamento dei principali centri dell’interno della Gallura, che si spingeva fino alla cittadina di Tempio Pausania. Finì tuttavia, con il trascorrere del tempo, per diventare un piccolo tronco a sé stante, con una limitatissima importanza per il solo trasporto merci, data la natura del suo percorso che attraversava un territorio pressoché disabitato, tra i fantastici paesaggi del versante orientale del massiccio del Limbara.”

(Il resto della storia la potete leggere qui)

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Oggi la ferrovia Monti – Calangianus è un percorso ciclopedonale che non ha perso niente del suo fascino e i “fantastici paesaggi” della descrizione sono ancora lì, mi scorrono di fianco mentre percorro l’antico tracciato in questa splendida domenica di primavera.

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L’orario di partenza di questa escursione è fissato alle ore 10.00 alla periferia di Calangianus, centro famoso per la lavorazione del sughero che ne ha caratterizzato e ne caratterizza tutt’ora l’economia, ultima fermata prima del capolinea ubicato a Tempio Pausania.

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In questo primo tratto il percorso è attrezzato con illuminazione, panchine e vari attrezzi per la ginnastica all’aria aperta, le pendenze sono leggere e permettono di pedalare in scioltezza dedicando appena un’occhiata curiosa e veloce ai ruderi dei tanti caselli ferroviari abbandonati ai lati del sentiero.

Uno di questi questi caselli, chiamato “rifornitore”, a circa metà strada tra Calangianus e Monti consente di sostare all’ombra delle immancabili sughere e di dissetarsi a una fresca sorgente d’acqua.

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Allontanandosi dal centro abitato il tracciato procede verso sud con un andamento tortuoso che asseconda il profilo delle colline circostanti costeggiando imponenti formazioni granitiche, a volte le attraversa scorrendo tra imponenti bastioni di pietra, e scavalcando torrenti quasi in secca.

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Raggiunta la stazione ferroviaria di Monti comincia il viaggio di ritorno. Si percorre a ritroso lo stradello dell’andata con qualche breve digressione su asfalto Lungo la strada un prato verde diventa la location ideale per rifocillarsi con panini, frutta, qualche dolcetto e tante chiacchiere prima di riprendere il cammino.

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Rientriamo alle auto che sono passate di poco le 17.00; è tempo di birra, di dolce e di salato, chiacchiere, di nuove idee e nuove escursioni da raccontare.

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Altre informazioni sul percorso e la vecchia ferrovia con foto d’epoca e altri racconti possono essere reperite qui.

 

Pubblicato in Mountain Bike

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